Il problema delle cavità sotterranee a Roma.

 

In molti sono a conoscenza del fatto che nell’area urbana di Roma sono presenti numerose reti di gallerie sotterranee, ma non sono altrettanto ben conosciute la complessità e (in certe zone) la gravità del problema. Le cavità sotterranee sono dovute a:attività estrattive nei depositi vulcanici (pozzolane e tufi) e in minor misura in depositi sabbioso-ghiaiosi; cunicoli per drenare le acque, captazione di sorgenti; catacombe.

 

 

Le aree della città interessate dalla presenza di cavità sotterranee sono in prevalenza quella orientale e meridionale (cioè in sinistra idrografica del Fiume Tevere), dove sono presenti i depositi del Vulcano Laziale (Colli Albani), interessati da attività estrattiva. In minor misura sono presenti cavità sotterranee anche in destra idrografica del Fiume Tevere nei depositi del Vulcano Sabatino, e in parte anche in ghiaie e sabbie.

 

I metodi di scavo, mantenutisi pressoché inalterati dall’epoca romana fino ai tempi recenti, prevedevano lo scavo di una galleria principale con imbocco lungo un versante e la realizzazione di gallerie laterali all’incirca ad angolo retto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In alcuni luoghi le reti di gallerie sono sovrapposte e per la maggior parte non vi è corrispondenza in verticale fra i pilastri dei diversi livelli, mentre in altre zone gli scavi hanno raggiunto la falda acquifera.

 

Il sistema di cavità sotterranee non è perfettamente conosciuto.

Quando l’area urbana era limitata quasi del tutto al centro storico le campagne circostanti erano disseminate di punti di ingresso alle cavità più o meno accessibili e di voragini dovute allo sprofondamento delle volte.

 

L’espansione edilizia del dopoguerra (anni ’60 – ’70), condotta per la maggior parte senza i  dovuti accorgimenti, ha portato da un lato all’occultamento delle cavità (sia con il tombamento delle voragini e degli accessi, sia con la presenza del fabbricato stesso), e dall’altro alla creazione di situazioni pericolose, a causa di inopportune tipologie fondazionali: alcuni edifici sono stati infatti costruiti con fondazioni dirette al di sopra di reti ipogee a piccola profondità.

Quando la fondazione diretta è sconsigliabile a causa della pessima qualità di terreni e rocce o per la presenza di cavità, l’adeguata tipologia fondazionale è rappresentata dalla realizzazione di pali che, attraversando i livelli in questione, scaricano il peso della struttura più in profondità dove la situazione stratigrafica lo permette.

 

Le gallerie a volte sono invase da acqua e liquami provenienti in genere da perdite delle reti idriche e fognarie, che determinano il disfacimento e l’ alterazione dei materiali vulcanici, con conseguente scadimento localizzato delle caratteristiche geotecniche, fenomeni di scalzamento al piede delle pareti, distacchi dei pilastri e continui allargamenti della larghezza delle gallerie.

 

PROGETTO DI MAPPATURA

La presenza delle cavità sotterranee a Roma si rende evidente quando si verificano crolli che portano alla lesione delle strade, degli edifici sovrastanti e delle reti di sottoservizi (fogne, reti idriche, elettriche, telefoniche, ecc.), con ripercussioni negative su attività civili e

commerciali.

Se da un lato si può stare relativamente “tranquilli” poiché i danni potenziali consistono in lesioni molto localizzate ai manufatti (quindi non c’è il rischio di crollo di un intero palazzo), dall’altro occorre considerare che il verificarsi di tali danni comporta comunque dei costi sociali, a cui si devono aggiungere i costi delle indagini e degli interventi di ripristino e di bonifica dei dissesti, che richiedono risorse economiche non trascurabili, nonché soluzioni progettuali di consolidamento particolarmente complesse.

 

Per questo è indispensabile che venga elaborato al più presto un progetto di mappatura dell’area urbana di Roma al fine di individuare le zone con maggiori potenzialità di crollo, e che richiedono immediati interventi di risanamento; tali interventi non devono essere limitati all’esecuzione di perforazioni e al successivo riempimento delle voragini, ma devono essere adeguatamente pianificati sulla base della precisa definizione dell’interazione opere in superficie – reti ipogee.

 

Il progetto dovrebbe svilupparsi secondo azioni susseguenti:

1. individuazione delle aree maggiormente esposte al pericolo di crollo delle cavità, secondo diverse classi di pericolo;

2. identificazione degli elementi a rischio per ciascuna area e valutazione della loro vulnerabilità;

3. elaborazione di scenari di evento e valutazione dell’entità dei danni;

4. individuazione delle zone a priorità di intervento (quelle con maggiore danno potenziale e maggiore esposizione al pericolo).

 

UNO STUDIO DI RIFERIMENTO

A breve sarà pubblicato uno studio molto interessante condotto nel Municipio VI da un’equipe dell’Università “Roma Tre” diretta dal dott. Mazza (che ringrazio per la sua disponibilità e cortesia per avermene anticipato in maniera approfondita i contenuti).

Il risultato dello studio è una carta del rischio nel Municipio VI elaborata secondo una matrice in cui sono rapportati tra loro i dati geologici (dai quali si desume, a corredo delle cavità già note, la maggiore o minore probabilità di presenza di ulteriori cavità) e le fasce di età di costruzione degli edifici (da cui si è desunta sia la tipologia costruttiva – es. muratura o cemento armato - che quella fondazionale – es. fondazione diretta o su pali). Alcune cavità sono state anche esplorate direttamente, permettendo l’esame delle condizioni delle pareti dei pilastri (che in alcuni casi sono risultate essere critiche).

Tale studio rappresenta un’ottima proposta di approccio metodologico per la gestione e la pianificazione del territorio, poiché da un lato permette l’individuazione di aree più a rischio di altre, e dall’altro rappresenta per amministrazioni locali e geologi professionisti da esse incaricati una base solida su cui programmare adeguatamente qualsiasi tipo di intervento in area urbana.

 

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2 Risposte a “Il problema delle cavità sotterranee a Roma.”

  1. duca Dice:

    che tradotto significa che chi ha comperato una casa senza verificarne le fondazioni ha in pratica un cumulo di macerie nel proprio futuro?

  2. dibuduo Dice:

    No, non c’è rischio di crollo di un intero palazzo, ma di lesioni ai manufatti molto localizzate. Comunque non c’è da stare allegri, perchè il valore di un immobile non può che scendere se si verificano tali danni al palazzo e/o alla rete di servizi e/o nelle strade adiacenti.

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